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Buongiorno, auguri. Resta cu’mme

2 ottobre 2013

Buongiorno, auguri. Resta cu'mme

1957, Domenico Modugno invia uno spartito di versi in napoletano nel camerino di Dino Verde, a Milano per uno spettacolo teatrale. È la dichiarazione d’amore più bella di sempre, una preghiera all’amata che, spogliata del suo passato, è amata punto.

Ma la Rai non risparmia questa composizione appassionata ed impone la sostituzione proprio dei versi “Nun me ‘mporta d’o passato, nun me ‘mporta ‘e chi t’avuto” perché alludono ad argomenti scandalosi. Il testo diventa, più casto, “Nun me ‘mporta si ‘o passato, sulo lacrime m’ha dato” e inizia il suo viaggio nella storia della musica italiana.
Il brano viene reinterpretato decide di volte da Roberto Murolo, Lina Sastri, Nicola Arigliano, Marcella, Ornella Vanoni, Renzo Arbore, che la traduce in inglese, “Stay here with me”. La canzone attraversa cinquant’anni e resta immutata, censurata, leggera e candida. Fino a quando ne prende lei possesso.

2001, Mina la inserisce nella playlist del suo album “Sconcerto”, registrato qualche anno prima. Forse è questa la “goccia che fa traboccare” l’album, che infatti viene finalmente pubblicato.

La versione di Mina è un lavoro di ri-purificazione rispetto alla versione originale: registrata dal vivo con i suoi musicisti preferiti (Danilo Rea al piano, Massimo Moriconi al basso, Alfredo Golino alla batteria, Sandro Gibellini alla chitarra, Daniele Di Gregorio alle percussioni e Franco Ambrosetti alla tromba), è una perla jam.
Non esistono gli arrangiamenti nel senso che, come porta scritto il liberto del disco, “sono di chi ha suonato”, con spirito libero e anarchico, cantando e modificato istintivamente lo stile di Modugno, “com’è nel carattere di un’artista che può tutto”, così da recuperare l’anima della canzone di Modugno.

Ma “non è un incontro a metà strada (…) perché Mina va oltre il recupero filologico del testo”, e s’impegna invece anche a dare voce alla donna “col passato”, e dare vita alla passione che c’è nella canzone e nell’amore che contiene originariamente, intrecciandosi con la voce di Danilo Rea. Il risultato è un jazz “minesco” dall’atmosfera intima e profonda, che esalta lo standard mediterraneo della canzone napoletana, ma lo purifica dal dramma. Lì dove Domenico urlava al cielo con le braccia allargate, Mina sussurra, calma, placa.

“Resta cu’mme” diventa un dialogo.
E i versi “Famme penà, famme ‘impazzì, fame dannà, ma dim e sì.  (…) Vivo pe’ tte, vita da vita” mia  finiscono per ricollegarsi all’attacco vocale di  Tu sì ‘na cosa grande, dove per l’ennesima volta la dolcezza di Modugno viene  di nuovo aperta all’amore totalizzante e, per evitare la trappola del sentimentalismo, sono di nuovo i sussurri, come respiri trattenuti, a dichiarare le fitte al cuore che non riescono a diventare parola, ma che parlano come in “Dio come ti amo”.

La critica ha precisato tantissimo quanto Mina abbia lavorato di sottrazione invece che trasformare in una galleria di acuti e in un elogio il melodramma strappacuore. La compostezza compiaciuta, quasi una rassegnata malinconia, è stata una scelta di eleganza che, racconta serenità e voglia di proseguire nel viaggio musicale intrapreso.
Lei si è detta persino ispirata da Chagall durante il lavoro a questo album, per via di quella fluttuante surrealtà del sogno e di quella stessa sfuggente magia del pittore russo con cui Mina ha recuperato così la sua voglia di cambiare che, artisticamente, le mancava da anni. In “Resta cu’ mme” si rallenta e si appoggia sulle spazzole della batteria,  si muove consapevole tra salite, discese e curve affrontate senza censure né falsi pudori, invita alla stessa leggerezza e completezza d’amore come un’ultimo tocco di pennello su un dipinto che, simbolicamente, sembrava già concluso. E invece era solo iniziato.

Buongiorno, auguri. Resta cu'mme

Info su Rosanna Perrone

Per il Giornalismo e la Critica Musicale ho iniziato a muovere i primi passi con Jazzitalia anni fa, grazie alla fiducia di Alceste Ayroldi. Ho continuato a contribuire di tanto in tanto anche per altri webmagazine e una delle prossime uscite che mi riguarda, tra gli altri autori, è il libro My Life/ My Music, 100 interviste ai protagonisti del jazz italiano, curato da Gianmichele Taormina, in uscita ad agosto su progetto editoriale di Andy. Oggi scrivo e sono editor per Ninja Marketing.

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