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Chissà cosa pensa. Il papa nuovo

15 marzo 2013

Un tipo strano, il papa nuovo.
L’avevamo appena eletto e stava seduto sulla poltrona, a pochi passi da quel balcone lì per lì ad affacciarsi. Intravedeva la folla di Piazza San Pietro, fiumi di persone che lo acclamavano, bandiere di ogni colore del mondo sventolavano nell’aria. In quel momento l’emozione era enorme per tutti. Alle parole “habemus papam”, lui ha iniziato a piangere. Sta piangendo ancora.

Ma forse non piange di gioia.

Che tipo strano il papa nuovo. Va passeggiando nei giardini, saluta persino le guardie, si toglie gli abiti da santo. Non sanno come prenderlo. Ma cosa gli passa per la testa? Che tipo strano, lui, il papa nuovo.
Alla fine (anzi, all’inizio) il papa pregava perché non venisse eletto. E ora si nega, fa i capricci, è pure finito dallo psicologo.

“Ma ha problemi con la fede?” “No, no…” le ultime parole che abbiamo sentito.
Poi è scappato dal Vaticano.

E mentre in Vaticano lo psicoanalista -poraccio, rimasto lì in ostaggio- ora sta organizzando i mondiali di pallavolo per tenere uniti i cardinali, uno di loro gli ha persino chiesto di giocare a palla prigioniera. Ma non esiste più da cinquant’anni! Ma ti rendi conto? Come si fa a non saperlo. Poi, per dire, un altro giorno, quando il portavoce della Santa Sede cercava di farli ragionare, stessa cosa: loro si sono spaventati. E lui si è arrabbiato: “voi, chiusi qui dentro, non vi rendere conto di che cosa succede là fuori! E no, con questo atteggiamento non siete d’aiuto”.

Senza i vestiti da Santo Padre, ma con i vestiti di attore, di fratello, di figlio qualunque, il papa nuovo ha iniziato a vivere Roma, con i suoi bar, con i suoi teatri, con i volti vicini dei suoi altri figli. Chissà come sta, cosa pensa. “Se fossi il diavolo, per carità, io credo mi farei castrare. Se fossi Dio sentendole pregare la fede perderei chissà”… diceva una canzone.

E chi se lo aspettava. Tutto cambia, eh. E quanto sono cambiate le cose poi, quando ti giri indietro e le vedi che si sono trasformate.

Hanno sentito mettere un disco nei suoi appartamenti, dal papa nuovo, che cantava una musica popolare sudamericana, la voce era di quella cilena, come si chiama? Merse… Mercedes Qualcosa, vabbè. Insomma, lei. Quella che scappò a Parigi perché le fu impedito di cantare durante la dittatura militare. Eh, ma sai cos’è, che le sue canzoni sono sempre state piene di parole sociali e politiche, canzoni contro la guerra, come quella che stava ascoltando il papa nuovo, “Todo Cambia”, ma non è che tu arrivi e ti metti a cantare quelle cose in una situazione del genere, è un casino. Ti devono fermare per forza o finisce male.

Comunque è vero, tutto cambia. E per cambiare, dobbiamo prima immaginare il cambiamento che vorremmo realizzare.

Chissà lui cosa sta immaginando per la Chiesa. Dice che voleva cambiare tante cose che non vanno bene. Visto che gli piace la musica, chissà se gli facciamo trovare qualche disco di Playing for Change, quel progetto di pace che attraverso la musica di strada vuole unire i popoli del mondo. In questo progetto, però, s’immagina che esiste un solo amore, un solo padre, che è papà di tutti. Dici che si offende se gli insinuiamo una cosa così? No? Ah, lui si, ma agli altri no. Dici che la gente non è ancora pronta a queste verità? Mah, non lo so… quelle bandiere a San Pietro, le suore nere, i mondiali di pallavolo del dottore. Hai visto quanti colori. No? Non si può? Potrebbe rovinare tutto e in nome dell’Amore noi possiamo permetterci di insidiare certe idee nel popolo, sarebbe una rovina. E beh, sì, anche questo è giusto.

Certo che quante se ne fanno nel nome dell’amore! E quante cecità in nome dell’ –amore?

In preda alla commozione sua e di tutti, il papa nuovo alla fine è tornato, si è affacciato a quel balcone e ha chiesto “pregate per me”. E stavolta a cadere in lacrime è stata la gente, dice che questa storia l’ha già vista da qualche parte.

Info su Rosanna Perrone

Per il Giornalismo e la Critica Musicale ho iniziato a muovere i primi passi con Jazzitalia anni fa, grazie alla fiducia di Alceste Ayroldi. Ho continuato a contribuire di tanto in tanto anche per altri webmagazine e una delle prossime uscite che mi riguarda, tra gli altri autori, è il libro My Life/ My Music, 100 interviste ai protagonisti del jazz italiano, curato da Gianmichele Taormina, in uscita ad agosto su progetto editoriale di Andy. Oggi scrivo e sono editor per Ninja Marketing.

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