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Elochka 2014/2015. Il Sogno Napoletano di Ela

24 settembre 2014

“Sei magia. Sei fascino. Sei sfida. Sei ispirazione. Sei sogno da avverare. E nessun numero di kilometri, nessun’ora di viaggio, nessun ostacolo è troppo per far avverare questo sogno. Napoli, preparati, perché presto sarai vera, così come ti sto sognando da tanto. 125 giorni al servizio fotografico.”

Elochka

Foto @ Cinzia Mele

Scrivevo questo il 7 maggio 2014, quando decisi di realizzare a Napoli il servizio fotografico per la collezione Autunno Inverno 2014/2015 di Elochka, che ho voluto chiamare Sogno Napoletano. Avevo già da prima deciso di dedicare questa collezione a Napoli ma la vera sfida era di andare a fotografarla proprio lì.

Perché Napoli? Perché penso che l’amore a prima vista esiste e non vale solo per le persone ma anche per i posti. A Giugno 2013 vidi Napoli per la prima volta. Ed il fascino di  questa città, che mi attirava ancor prima di vederla, si è subito trasformato in amore. Non erano “’a pizza, ‘o sole, ‘o mandulino”. Erano i colori dei vecchi palazzi con i muri in degrado ma che portano ancora i segni di un’architettura che non avevo visto da nessun’altra parte in Italia. I panni stesi da un palazzo all’altro nei Quartieri Spagnoli. Le chiese. Il Cristo Velato. La frenesia del traffico. I contrasti, come quello tra i vicoli affollati del vecchio centro e il panorama che si può godere in perfetto silenzio da Posillipo. La grandiosità di Piazza Plebiscito e del Palazzo Reale. L’aria salata e la vista del Vesuvio e delle isole sul lungomare. L’allegria e la lingua strana dei suoi abitanti, che quando parlano sembrano un po’ scherzare e un po’ cantare. Tutto questo, reso ancora più intrigante dalla valanga di notizie che di Napoli sembravano di parlare sempre male, è bastato per farmi decidere di mostrare al mondo, con i mezzi che avevo, questa città nel modo in cui l’ho vista io.

I mesi di preparativi per la collezione e per il servizio li ho passati ricercando, disegnando, cucendo e organizzando. Per definire i 15 modelli ci è voluta tanta ricerca sulla storia della città, sui costumi, sull’atmosfera nelle epoche passate, sulla musica, sulle arti visive; ore di lettura, visioni di film d’epoca, di documentari, di centinaia di vecchie foto, ore di ascolto di canzoni classiche napoletane. E più scoprivo, più m’innamoravo. Ad un certo punto mi hanno detto “Occhio, tu sei innamorata di un’illusione. Questa Napoli che ti stai immaginando tu non esiste.” “E invece esiste”, dissi. “Esiste, solo che in tanti sembrate di esservene dimenticati.”

Elochka

Foto @ Cinzia Mele

Organizzare il servizio è stata dura. Sapevo che la fotografa sarebbe stata Cinzia, l’avrei portata con me da Milano perché è una che si da da fare e mi era piaciuto precedentemente come lavorava. Ma volevo che tutto il resto fosse napoletano. Location storica in città. Gioielli artigianali napoletani, fiori napoletani, truccatrice napoletana, parrucchiere napoletano. E io a Napoli ero stata una volta per 3 giorni e in questo campo non conoscevo nessuno. A Maggio conobbi (virtualmente) Vincenzo Moretti e Alessio Strazzullo che decisero di fare un documentario sul mio lavoro per questo servizio, loro ci avrebbero seguite durante il viaggio e da loro ho avuto anche dei consigli sulle possibili location e sull’alloggio. Per il resto mi sono “buttata” in Internet, speranzosa ma anche diffidente. Nel frattempo a Milano da Napoli arrivavano sempre brutte notizie. Sparatorie. Camorra. Ultras. Truffe. E noi, due ragazze sole con due valigie pesanti saremo andate proprio lì a compiere in due giorni un lavoro di mesi, con delle persone che non avevamo mai visto prima, in una villa settecentesca da favola che in realtà poteva benissimo non esistere, e che avevamo prenotato per un giorno in cui poteva benissimo piovere senza sosta. Ma proprio per tutte queste incognite, la riuscita del progetto avrebbe avuto un valore ancor più grande per me.

E invece, forse per la mia ossessiva organizzazione, forse per fortuna, forse perché tutte le cose non molto positive che si sentono sull’affidabilità dei napoletani sono solo delle stupide generalizzazioni, è andato tutto perfetto. Anche in orario. Il 10 Settembre, come da prenotazione, tra le 9:30 e le 17:00 abbiamo fotografato tutto. E tutte le persone con cui abbiamo lavorato non solo hanno dimostrato una grande professionalità ma ci hanno fatto sentire, con il calore che ho amato dall’inizio di questo popolo, come se già ci fossimo conosciuti da tanto. Anche se non ci eravamo mai visti.

Ci sono state anche delle avventure. Dal tassista che ci ha chiesto chi era il cretino che ci ha fatto alloggiare nel Rione Sanità,  (“il posto peggiore di Napoli”, disse) ai lividi che ancora abbiamo per aver portato le valigie su e giù per i 2 piani di scale del Palazzo Sanfelice. Per il resto, niente sparatorie. Niente immondizia in strada. Qualcuno in motorino senza casco, sì. Ma anche con. C’erano pure ‘o sole, ‘a pizza e ‘o mandulino.  E io sono rientrata a Milano con la certezza che la Napoli che sognavo io, e che (spero) si veda negli abiti che ho creato e nelle foto che li mostrano, esista davvero. E con tanti motivi per tornarci.

Info su Ela Siromascenko

Ela Siromascenko è la titolare di Elochka, ditta individuale che si occupa della creazione e produzione artigianale di abbigliamento in stile vintage, che vende online tramite il suo negozio ElochkaHandmade. Di origine rumena, laureata in marketing e con un dottorato in Scienze della Comunicazione, vive in Italia da 2 anni. Nel 2013, dal suo atelier situato alle porte di Milano sono partiti oltre 100 capi di abbigliamento fatti a mano, per clienti situati negli Stati Uniti, Australia, Inghilterra, Francia, Spagna, Irlanda, Canada, Slovakia, Singapore, Olanda o Giappone.

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