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Il tempo di un caffè

28 aprile 2014

In due mesi e poco più dall’uscita, per Sperling&Kupfer, di Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia), spesso mi hanno chiesto come mai dico che per far crescere la propria rete di contatti a volte basterebbe il tempo di un caffè.

Abbiamo sempre poco tempo a disposizione, molto ne perdiamo in chiacchiere inutili qua e là. Ecco allora che trovare il tempo per una pausa veloce non è più così impossibile. Ne vale la pena. Anche perché grazie all’uso che tutti facciamo dei social network i passaggi necessari a entrare in contatto con chiunque nel mondo si sono ridotti moltissimo e a una velocità mai osservata prima: siamo passati da sei gradi di separazione a tre, forse meno, ma per far sì che questa vicinanza diventi produttiva, utile, fruttusosa, i rapporti vanno approfonditi.

Nelle pagine del libro la parola caffè, escluso l’indice, è scritta 13 volte compreso nel titolo di un capitolo. La tazzina di caffè è anche il simbolo per le schede di approfondimento che si leggono, appunto, nel tempo di un caffè.

Queste due versioni della copertina del libro. Facciamo un gioco. Scoprite le differenze.

copertina_duegradiemezzo
Sì, nella seconda (quella definitiva) c’è una tazzina che nella prima (la bozza) non c’era. Ho suggerito io che potesse essere un simbolo utile a rendere l’idea degli incontri che spesso facciamo anche senza prestarvi troppa attenzione.

Un caffè e quattro chiacchiere servono anche a capire un po’ meglio chi ci piace e chi no. Si dice che noi italiani siamo espansivi e quando conosciamo le persone siamo accoglienti e ospitali. Non è sempre così. Gli inglesi sono bravissimi: ti abbracciano di meno, ma si ricordano come ti chiami. Noi diamo spazio agli altri, ma poi tendiamo a dimenticarli. Anche… il tempo di un caffè è diverso: per noi è in piedi, al bancone; per altri è lungo come un caffè americano.

Quale sia il caffè che vi piace prendere riconquistate il piacere del rito. Il tempo speso bene, come insegna Edoardo De Filippo. Il tempo per sé che diventa il tempo da dedicare a conoscere gli altri o a dare informazioni, far circolare idee.

Non dite di non avere tempo e, poi, se vi va, una pausa la facciamo a Napoli venerdì 16 Maggio al Palazzo delle arti (PAN) in via dei Mille 60. Ci vediamo lì. Registratevi.

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