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La pasta stampata in 3D e il made in italy allo sbaraglio

10 gennaio 2014

stamattina sono incappato in La pasta “stampata” in 3D Barilla ci crede, progetto avviato, e la prima cosa che mi è passata per la testa è stata Fermiamoli!

La pasta stampata in 3D. Il made in italy allo sbaragio

Noi non eravamo quelli della guerra alla contraffazione dei prodotti Made in Italy? Quelli schifati del fatto che addirittura in Europa, in Inghilterra, erano venduti i “wine kit”, quei kit stile “il piccolo chimico” con cui mescolando un pò di polverina magica veniva fuori quella bevanda colorata rinominata con un richiamo ai classici vini italiani?

Si, ricordo bene, eravamo proprio noi. Quelli incazzati coi cinesi, perchè c’era giunta voce che qualcuno lì, in quello che per gli ignoranti è solo il paese della contraffazione, stavano addirittura riproducendo i nostri formaggi e la nostra mozzarella di bufala. Si, noi, quelli incazzati che per qualche anno di fila un giapponese ha vinto il premio di miglior pizzaiolo dell’anno (mi sembra acrobatico, bah!)

E si, siamo noi purtroppo. Quelli che ora vogliono mettere insieme quattro formule e chissà quali ingredienti chimici per tirar su la pasta in 3D. Noi, i ridicoli. Gli autolesionisti. I suicidi. Noi, i coglioni. Quelli che magari chiameranno innovazione quest’altro giocattolo, senza renderci conto che ci farà male. Tanto male. A noi, alla nostra economia, al nostro futuro.

Conosco persone, belle persone,  che reputano elettrodomestici tipo la macchina per fare la pasta in casa, un vero schiaffo alla genuinità. Nonostante l’impasto esclusivamente artigianale e fatto in casa, anche la lavorazione dev’essere artigianale. Fatta a mano, perché l’elasticità, lo spessore, la consistenza della pasta lavorata a mano è diversa dall’elasticità, dallo spessore, e dalla consistenza della pasta passata in quei rulli meccanici. E diverso sarà il sapore. Si, sarà per mentalità, generazione, gusto…
Certo, noi siamo abituati all’industrializzazione dei prodotti più genuini. E va bene così. Ma ce l’ abbiamo il coraggio di fermarci un attimo e pensare alla nostra espressione dopo aver visto la nonna, la mamma, la fidanzata prepararlo, un buon piatto di pasta fatto in casa alla domenica, rispetto all’espressione dopo il solito piatto di pasta consumato -perchè quando andiamo di fretta e furia non mangiamo, ma consumiamo- ogni santo giorno?

Io mi sono fermato, ho pensato. Sorridevo prima, durante, e dopo mangiato, se penso alla pasta fatta in casa. Ora, se penso alla pasta stampata in 3D, mi vien da piangere. Come uomo, come imprenditore, come sognatore.

Info su Luca Carbonelli

Luca Carbonelli si occupa di sales e marketing per la azienda di famiglia, la Torrefazione Caffè Carbonelli s.a.s. La case history della sua azienda parte quando comincia a vendere il proprio prodotto sulla piattaforma ebay.it, dove, dopo poco viene inserito tra i migliori venditori della piattaforma nella categoria dedicata alle PMI. Successivamente crea www.caffecarbonellishop.com ed è costantemente impegnato nell'aggiornamento e restyling dell'identità della sua azienda sia online che offline. www.caffecarbonelli.it Appassionato di qualsiasi forma di comunicazione purchè funzionale. E' convinto che il feedback del cliente sia la miglior forma pubblicitaria.

Una replica a “La pasta stampata in 3D e il made in italy allo sbaraglio”

  1. Stefano Comida ha detto:

    Spesso la stampa 3D è un modo per attirare visibilità. La nuova moneta.

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