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Malia, sposa del jazz del XXI secolo

23 agosto 2013

Potrei parafrasare la famosa citazione di Duke Ellington, “in genere, il jazz è sempre stato come il tipo d’uomo con cui non vorreste far uscire vostra figlia” affermando che, con Malia, il jazz nel ventunesimo secolo diventa come il tipo di donna con cui vorreste far sposare vostro figlio. Io me ne sono innamorata.

Malia, un'orchidea nera è la nuova regina del jazz - Il Salotto del Caffè

Mi rendo conto che oltre alla naturalezza della sua voce e alla delicatezza che trapela dalla sua anima, l’arte di Malia è frutto di molto studio. Probabilmente mi sono innamorata di questo, della sua consapevolezza, della leggerezza che ci mette per far volare alta tanta sensibilità.
Quattro album studio in dieci anni, molta melodia, un tocco di swing misto ad elettronica. Quanto basta per rendere sofisticato l’arrangiamento degli standard anni Quaranta e mantenere profonde, profonde radici nella musica popolare africana.

Malia è stata scoperta dal produttore di Charles Aznavour e non aggiungo altro. André Manoukian coglie nello spirito jazz di Malia un filo che lo fa viaggiare da Billie Holiday per Marvin Gaye fino Sade tanto che, alla fine, arriva a definirla un sogno.

“Malia è il sogno di ogni compositore. Può cantare tutto: jazz, gospel, soul. Ha qualcosa di fragile nella sua voce, qualcosa di universale, un pudore, un’innocenza; è al di là di ogni tecnica”.

Dal canto suo, Malia non nega di ispirarsi a Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald e Billie Holiday, tanto da inventarsi cover in duetto per rendere omaggio alle sue madri artistiche.

Ha poi deciso di reinterpretare in grande stile Nina Simone, un fiore “raro, bello, potente, mistico, extraterrestre nero, travolgente”.

Quello che però all’inizio di questo percorso di innamoramento sembrava una gran dote, cioè lo studio e la personalizzazione della storia della musica contemporanea, ad un certo punto inizia a farsi percepire come un limite.
Cosa, che, dal punto di vista del critico, può rappresentare solo una buona notizia: non si può dire che Malia abbia raggiunto la sua maturità artistica e, se si stancherà presto di cover e nostalgici ricordi, possiamo augurarci che il suo prossimo passo sarà un grande colpo al nostro cuore.

Abbiamo proprio voglia di amarla, ecco perché non vediamo l’ora che l’orchidea nera si schiuda e non si limiti ad essere una sposa, ma la regina del nuovo periodo musicale. Stavolta però, al di là della tecnica e al di là del gusto discografico, che sia un lavoro inequivocabilmente, definitivamente, superbo jazz.

Info su Rosanna Perrone

Per il Giornalismo e la Critica Musicale ho iniziato a muovere i primi passi con Jazzitalia anni fa, grazie alla fiducia di Alceste Ayroldi. Ho continuato a contribuire di tanto in tanto anche per altri webmagazine e una delle prossime uscite che mi riguarda, tra gli altri autori, è il libro My Life/ My Music, 100 interviste ai protagonisti del jazz italiano, curato da Gianmichele Taormina, in uscita ad agosto su progetto editoriale di Andy. Oggi scrivo e sono editor per Ninja Marketing.

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