Mi vuoi come cliente? E quanto mi dai? – Il bar, la torrefazione di caffè, e l’aiutino. #SvegliaCliente

Qualche giorno fa ricevo un messaggio privato sulla fanpage di facebook: un ragazzo, entusiasta di poter creare condizioni di lavoro propositive per me ed un suo amico, mi chiede un appuntamento. Arrivo da lui dopo una mattinata stressante e stancante, probabilmente la più calda di settembre, in jeans, t-shirt e camicia. Tra una chiacchiera e l’altra mi becco pure un “Sai, non ti facevo così, cioè sembravi tutto incravattato…”, incravattato a me? vabbuò, sorvoliamo. Scopriamo di avere un pò di passioni in comune: la comunicazione, una sorta di odio e amore per la nostra città, ma soprattutto tanta, tanta voglia di fare.

Dopo un’oretta, tra una pizza, una cocacola, e qualche consiglio scambiato con piacere, arriviamo dal suo amico. Un giovane professionista che ha deciso di investire in un bar. Presentazioni di rito, ma poco formali, tra trentenni, che pareva ci si potesse capire con poche parole e molti fatti.

Io sono una persona molto diretta, e sentirmi cadere le braccia dopo neanche due minuti, è stato un toccasana per la mia voglia di mandare a fanculo un certo sistema. Si, le braccia mi son cadute sotto terra, insieme al morale, quando proprio all’inizio di quello che credevo potesse essere un buon rapporto di lavoro, mi si chiede così, senza mezzi termini:

Ma tu, poi, quanto mi dai?

QUANTO COSA?

Euro, soldi, cash.

“No, perchè per correttezza te lo dico: stasera ho appuntamento con l’architetto di un’altra azienda di caffè che mi ha offerto la ristrutturazione del locale più quindicimila euro”.

Con un sorriso che era un mix tra l’ incazzato con me stesso, con lui, e col mondo, rispondo tra l’ironico e l’irritato “Nemmeno un euro. Anzi, vedi che, conoscendo il sistema, con un pò di capricci, quella somma può essere anche duplicata, triplicata.” Per educazione, ma anche con piacere, resto per un’altra mezz’ora cercando di far capire quella che è la mia filosofia di vita che si rispecchia nella politica aziendale, e cerco di consigliare, per quel che mi compete, al neoimprenditore, di tenere la guardia altissima verso questi santi che regalano soldi a fronte di un contratto di fornitura.

Bene, la storia della mia azienda ormai è nota un pò a tutti: Papà una persona semplice. Il più grande lavoratore nella sua semplicità, che avvia l’attività e la porta avanti con valori aziendali puntando sulla qualità del prodotto. Mio fratello che segue le sue orme e riesce a rinnovare la produzione e a mantenere l’azienda a galla all’inizio di questa fottuta crisi economica nazionale. E io che mi accodo, cercando di dare il mio apporto alla causa, con le mie competenze. Ad oggi possiamo gridare un grosso Vaffanculo a chi ci contatta chiedendoci “l’aiutino per aprire l’attività“.

Si, l’aiutino. In una azienda a conduzione familiare, alle email, alle telefonate, tante volte risponde ancora il titolare. E quante volte ho risposto direttamente a richieste del genere, lo so solo io. “io sto aprendo un bar a nord, io sto aprendo un bar a sud, ma… cioè… volevo sapere… voi che tipo di aiutino ci potete dare se noi compriamo il vostro caffè?” Ora, chi mi conosce può immaginare la mia faccia. Chi non mi conosce può immaginare Tequila, di Tequila e Bonetti, quando con tutta la cazzimma ringhiava al delinquente di turno. Si, quando mi chiedono l’ “aiutino” la reazione è automatica: divento rosso mattone e m’incazzo come una bestia.

Il bar è un’impresa. Il titolare di un bar è un imprenditore come me. Io sbatto giorno dopo giorno la testa contro un muro di fornitori, investimenti, business plan, clienti insolventi, banche, marketing, e tutto ciò che è proprio della vita aziendale. Perchè allora tu, proprietario del bar pretendi che io, che dovrei essere semplicemente un fornitore, debba regalarti i soldi per avviare o rinnovare la tua attività? Sei anche tu uno startupper in cerca dell’ Angel? o semplicemente non sai fare quattro conti? Io dopo un pò di anni che siamo riusciti a risollevarci dalla grande crisi, posso dire di non esser riuscito ancora a diventare l’ Angel della mia idea, del mio prodotto. Sapeste quanti progetti ho in mente. E tu? presuntuoso imprenditore improvvisato, viziato da un sistema camorristico destinato a morire e a risucchiarti con sè, vorresti che io diventassi il tuo Angel? Tu mi chiedi l’ “aiutino”! E allora vaffanculo.

Che ognuno faccia la propria impresa. Io continuo a sviluppare il mio brand e a migliorare il mio prodotto per chi semplicemente ne apprezza le qualità e la professionalità con cui lo serviamo, e ci onora di essere presenti, così, nella propria casa, nel proprio bar, nel proprio ufficio, con il nostro marchio e a testa alta.

#SvegliaCliente

 

Luca Carbonelli

Imprenditore, esperto di Marketing ed ecommerce, con particolare preparazione nella gestione della piattaforma Amazon. Dal 2004 gestisce l'azienda di famiglia, la Torrefazione Carbonelli s.r.l. di cui è fautore della trasformazione digitale che le ha permesso di imporsi nel mercato online come punto di riferimento del made in italy nel settore food & beverage.
È consulente esterno in gestione aziendale, trasformazione digitale, marketing e comuniaczione; ecommerce, Amazon. Effettua corsi di formazione in management delle pmi, maketing, digital marketing, ecommerce, gestione della piattaforma Amazon. È autore di "Falla esplodere. Come una piccola impresa può affrontare la trasformazione digitale".

Impegnato nel sociale, è stato per 5 anni vice presidente del gruppo giovani della CNA (confederazione nazionale artigianato).

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